giovedì 13 marzo 2014

"LA VITA E' BELLA"


"Buongiorno, principessa! Stanotte t'ho sognata tutta la notte, andavamo al cinema, e avevi quel tailleur rosa che ti piace tanto, non penso che a te principessa, penso sempre a te!"
-Guido Orefice


Ho visto questo film per la prima volta a sei anni e sono rimasta affascinata della bellissima storia che Roberto Benigni è riuscito a dirigere ed interpretare. 
Il film ricevette tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior film straniero e quello al miglior attore protagonista.  

Benigni interpreta la figura dello spensierato libraio ebreo Guido, il quale comincia una vita da favola corteggiando e sposando una donna di una città vicina. La coppia ha poi un bambino e vive felicemente fino a quando i Tedeschi occupano l'Italia. Nel tentativo di tenere unita la famiglia e aiutare il figlio a sopravvivere agli orrori del campo di concentramento, Guido immagina che l'Olocausto sia un gioco e che il premio per chi vince sia un carro armato. 

Credo che sia il miglio film che io abbia mai visto perchè Benigni riesce ad unire il dramma alla comicità mantenendo un profondo significato, per questo consiglio a tutti di vederlo.


"TITANIC" 

 "Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti." 

-Rose Dewitt Bukater


È il 1912 quando Rose, passeggera di prima classe, sale a bordo del Titanic insieme con Cal, il suo fidanzato. Sul Titanic è presente anche sua madre, Ruth che continua a ricordare a Rose l’importanza del fidanzamento tra la ragazza e Cal, che salverà la loro famiglia dai problemi finanziari.
Rose, esasperata pensa di suicidarsi, buttandosi dalla poppa della nave, ma il suo gesto viene bloccato da Jack Dawson, un ragazzo appartenente a una classe sociale inferiore.
Cal scopre Rose sulla poppa insieme a Jack, e la ragazza si giustifica dicendo di essere scivolata e sostiene che Jack l’ha salvata mentre stava cadendo, quindi gli deve la vita. Cal decide di invitare a cena Jack la sera seguente, spinto dalla stessa Rose, desiderosa di ringraziarlo. Cal inizia a guardare con sospetto il ragazzo, anche perché tra Jack e Rose sta nascendo un’amicizia sempre più intima; anche Ruth non vede di buon occhio la presenza di Jack. Rose, in ogni caso partecipa con Jack a una festa che si tiene in terza classe.
La ragazza, tuttavia, cerca di respingere suoi i corteggiamentinon dimenticando i divieti imposti da Ruth e Cal, ma ben presto si accorge di essersi innamorata di Jack, e così decide di incontrarlo a prua. La coppia si sposta nella cabina di Rose, dove la ragazza chiede di essere ritratta nuda. Rose e Jack si fanno travolgere dalla passione all’interno della stiva della nave, ma si accorgono che la nave è andata a sbattere contro un iceberg e inizia lentamente ad affondare.
Cal ritrova il ritratto realizzato da Jack, un biglietto scritto da Rose e la collana. Furioso, ordina alla sua guardia di introdurre la collana nel cappotto di Jack, così da poterlo accusare di furto. Jack viene così arrestato e condotto dal capitano: qui viene ammanettato e legato a un tubo della stiva. Rose fugge lontana da Cal, non credendo alla colpevolezza di Jack, lo raggiunge e riesce a liberarlo in tempo prima che anneghi a causa dell’acqua alta, che ormai ha praticamente invaso tutta la stiva.
Mentre Ruth trova la salvezza su una scialuppa, Rose e Jack riescono a raggiungere il ponte. Cal invita la ragazza a salire su un’altra scialuppa, assicurandole di aver organizzato tutto in modo da salvare sia lei che Jack. In realtà, dopo che Rose è stata imbarcata, Cal spiega a Jack che per lui non c’è spazio. La scialuppa in cui si trova Rose viene abbassata, ma lei, non volendo lasciare Jack, ritorna a bordo della nave per tornare da Jack. Cal allora inizia a rincorrere la coppia di innamorati.
Nel frattempo la poppa della nave si è letteralmente spaccata in due, e inizia ad alzarsi a picco sul mare.
Jack e Rose si vedono perduti, e mentre il troncone della poppa è praticamente perpendicolare alla linea dell’acqua si aggrappano alla cima, aspettando che l’oceano li ricopra completamente. Una testiera di un letto però costituisce un’ancora di salvezza preziosa; Jack aiuta Rose facendola salire, e salvandole la vita, ma lui muore di ipotermia.

HANSEL E GRETEL E LA STREGA DELLA FORESTA NERA


martedì 11 marzo 2014

"LA MADRE"

Un film dell'orrore serio e cupo, d'impatto, con un andamento lento e minaccioso.



sabato 8 marzo 2014

12 anni schiavo

Ho visto 12 anni schiavo.
Insieme a mio figlio.

Non è la prima volta che ho l'opportunità di vedere o leggere questo tipo di contenuti.
Sono comunque sempre belli da vedere. In fondo solo 150 anni fa la più grande potenza mondiale della democrazia odierna aveva ancora la schiavitù!

Il regista ha uno stile particolare quasi iconografico, teatrale.
Lento, per episodi con una fluidità che attraversa scene che sono staccate l'una dall'altra quasi indipendenti, l'una dall'altra.

Aiutato da una ottima fotografia usa la camera con molta lentezza.

Ci sono almeno tre scene molto lente. Una di queste è quella della quasi impiccagione, in cui Solomon il protagonista rimane appeso come un impiccato con le mani legate toccando il terreno con la punta dei piedi e su un pezzo di terra scivoloso e fangoso che lo costringe continuamente a riguadagnare, con la punta dei piedi, continuamente, istante dopo istante senza mai aver raggiunto un punto di riposo, quei millimetri che separano la sua vita dalla morte.
Questa scena dura almeno tre lunghissimi minuti con inquadrature lente e contrapposte mentre sullo sfondo gli altri negri continuano per timore a svolgere le solite mansioni senza interferire con la sua sorte.
C'è il contrasto tra la quasi morte drammatica di Solomon e la "quasi" morte degli altri negri ormai spenti di fronte ad ogni dramma. Impotenti a prendere alcuna decisione per la vita bloccati dalla paura e dal terrore, ormai dalla rassegnazione.

Ed il giorno lentamente si spegne.
La luce sta quasi per andarsene e Solomon lotta ancora. Verso sera (almeno quattro minuti di ripresa dopo) arriva il "buon" padrone che lo salverà.

La colonna sonora ripropone un suono del pianoforte duro, lento pesante.
Ma in fondo le note che accompagnano storie tristi ed impossibili sono sempre le stesse, perché dovrei sorprendermi?

giovedì 6 marzo 2014

"THE LAST SONG"

"L'amore è fragile e noi non sempre sappiamo prendercene cura, improvvisiamo e cerchiamo di fare del nostro meglio, sperando che possa sopravvivere contro ogni avversità..."
- Steve

"NOI, I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO"

"Questa era la differenza tra gli sballati e gli etilici. La maggior parte degli sballati avevano una percezione molto fine di quello che succedeva agli altri…"
-Christiane (Natja Brunckhorst) 


Il film “noi ragazzi dello zoo di Berlino “ racconta la triste storia di una ragazza, Christiane che vive una difficile infanzia a causa dei genitori . Quando i suoi divorziarono Christiane e sua sorella andarono a vivere con la madre che si era trovata un compagno di nome Klaus. Così la ragazza, sentendosi trascurata dalla sua famiglia, inizia a frequentare nuove amicizie e nuovi posti tra cui una delle discoteche più famose in quei tempi a Berlino “IL SOUND”. Questo oltre ad essere un luogo dove i ragazzi si ritrovavano e si potevano divertire era anche un posto dove si ambientavano in un ambiente sballato, totalmente diverso da quelli imposti dai loro genitori. In questa discoteca i ragazzi iniziavano a fumare erba, bere alcolici, prendere pasticche e la protagonista inizia a frequentare ragazzi che facevano uso di cocaina e anche d'eroina. Ormai la ragazza non frequentava la scuola più come prima, perché aveva bisogno sempre più di assumere droga. Christiane frequentando quei suoi amici eroinomani per non rimanere isolata inizia a sniffare e a provare piacere per le varie sostanze. Con il tempo non le bastava più quello che aveva e iniziò ad iniettarsi di eroina. Si era fidanzata con un ragazzo Detlef che per guadagnare qualche soldo si prostituiva in una zona della metropolitana soprannominata “ZOO”. Dopo poco anche lei non avendo più soldi inizia a prostituirsi. Un giorno la ragazza chiusa nel bagno di casa sua per bucarsi viene scoperta dalla madre e così decide di disintossicarsi insieme al suo ragazzo e per qualche settimana ci riesce, ma poi ricade nel tunnel della droga e non ne riuscirà più ad uscirne fin quando la madre decide di portarla lontano dalla città a casa di una sua zia ,qui non essendoci droga e trovando ottimi amici riesce a superare il problema e a vivere la sua vita già piena di esperienze.